Un large language model (LLM) è un sistema AI allenato su enormi collezioni di testo per prevedere il token successivo, il che gli dà una capacità generale di scrivere, riassumere, tradurre e ragionare senza essere programmato per ogni singolo compito.
Niente gergo, niente formule
Un large language model è un motore di previsione del token successivo, portato a una scala che diventa competenza generale. Durante l'allenamento legge volumi immensi di testo e aggiusta i suoi pesi interni per prevedere meglio il token successivo, dato quelli precedenti. Quei pesi finiscono per immagazzinare schemi statistici del linguaggio e del mondo: grammatica, fatti, i modi tipici in cui si snoda un contratto o una mail. A runtime non c'è nulla di programmato: dai in ingresso dei token, il modello assegna un punteggio a ogni possibile token successivo, ne sceglie uno, lo aggiunge e ripete. Il risultato sembra comprensione perché prevedere bene su abbastanza testo costringe a catturarne la struttura. Dove si rompe: la conoscenza si congela alla data di allenamento, non c'è memoria tra conversazioni separate, e quando gli schemi corrono più veloci dei fatti arriva l'allucinazione. La scala ha sistemato la fluidità, non la verità: i numeri che cita li devi comunque verificare tu.
Il transformer è l'architettura di rete neurale, pubblicata dai ricercatori Google nel 2017, alla base di ogni modello linguistico moderno: processa tutti i token di un testo in una volta sola e usa l'attenzione per far pesare a ogni token la rilevanza di ogni altro token.
LeggiL'attention mechanism è il meccanismo dentro un transformer che lascia pesare a ogni token quanto conta ogni altro token prima di essere processato, così il modello segue a cosa si riferisce 'esso' o a quale data appartiene quale clausola.
LeggiUn token è il pezzo di testo che un modello linguistico legge e scrive davvero: in media circa tre quarti di una parola inglese, convertito in un numero preso da un vocabolario fisso prima che il modello possa elaborarlo.
Leggi§ 03
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